Avevo pensato di inserire il mio Curriculum Vitae nel sito, ma poi ho capito che la cronologia di quello che avevo fatto negli ultimi diciotto anni, non avrebbero dato la giusta immagine di chi sono, e del perché ho deciso di dedicarmi a questo lavoro.

Sono nata il 24 Gennaio 1971 a Palermo, residente in Toscana da quando avevo sei mesi. Ho abitato a Rosignano Solvay fino all’età di sette anni. Attualmente vivo a Collesalvetti, nella provincia di Livorno. Ho frequentato l’ Istituto Tecnico Industriale Statale di Livorno, Specializzazione Informatica, per approdare poi nel mondo del lavoro nel 1991 come responsabile contabilità industriale, gestione del personale e segreteria, per aziende di manutenzione elettrica impianti operanti dentro la Raffineria ENI di Livorno. Passata poi ad un azienda di manutenzione meccanica industriale e costruzioni meccaniche, alla mansione di contabile si è aggiunto il ruolo di Responsabile Qualità. Essendo una persona precisa e metodica, ho pensato per anni che quello fosse il lavoro giusto per me. Lavorare in un officina gestendo procedure, strumenti di misura da tarare e apparecchiature, mi dava soddisfazione. Ma a lungo andare, ho sentito che in questo lavoro non riuscivo più ad inventare e creare. Lo stress di un lavoro impegnativo pieno di contrasti e lotte per difendere le mie convinzioni, le mie mani sporche e le scarpe infortunistiche poco femminili, mi hanno smosso la necessità di dedicarmi di più ad una passione che ho sempre avuto: CUCINARE.

Così preparare una zuppa era diventato il mio riposo, fare un dolce il mio calmante. Da lì, e da altri motivi che mi hanno fatto sentire il bisogno di cambiare, ho preso la decisione di lasciare il lavoro per riflettere sulla mia vita. All’inizio ho avuto paura di aver azzardato troppo, di rimanere senza lavoro.

Così ho incominciato a divulgare il mio curriculum nell’intento di trovare un nuovo lavoro, magari più vicino a casa e meno stressante. Ma quando hanno incominciato a piovermi addosso nuove proposte lavorative, ho capito che non avevo più voglia di lavorare in un ufficio o in un officina. Sentivo che qualcosa dentro mi stava esplodendo.

Nell’attesa di un segnale, di un illuminazione che mi chiarisse le idee e per tenermi impegnata, ho deciso nell’Ottobre del 2007 di organizzare una festa per la notte di Halloween.

Alla fine, quella che era nata come una festicciola tra amici, è diventato un impegno indescrivibile: 102 prenotazioni per la cena e l’esigenza di improvvisare un posto più grande. E così con l’aiuto di amici, tanti tendoni, tavoli e sedie per tutti,e un po’ di fantasia, è nata la Locanda della strega. Quella sera avevo la febbre quasi a 39, ma devo dire che, a parte qualche disguido di coordinamento della festa, il resto è andato tutto bene. Quello che è successo dal giorno dopo è indescrivibile: il telefono ha incominciato a squillare. I partecipanti alla festa ci tenevano a farmi i complimenti: “Ma hai cucinato tutto te?”…”Se pensi di organizzare qualcosa per l’ultimo dell’anno fammi sapere”…”Ma perché non lo fai di lavoro?”

Mi sembrava di essere montata su una giostra che girava all’impazzata, e quando mi hanno chiamata in un ristorante perché avevano sentito parlare di me, ho capito che ormai non potevo più scendere. Ricordo ancora il colloquio di lavoro: “Mi hanno detto che organizzi delle bellissime feste e che sai cucinare bene. Cosa ti piacerebbe fare qui da noi?” E porgendo con timore il mio curriculum, ho risposto: “Con il curriculum che ho, credo che potrei solo sbucciare le patate, e se tante volte non ci riesco potrei sempre darvi una mano qui in ufficio…”

Dopo quindici giorni, Gennaio 2008, ero in una grande cucina professionale e facevo la cuoca. Dopo un mese mi hanno chiamata in un altro ristorante, dove ho potuto esprimere in modo più accurato il mio concetto di cucina.

Cucinare per me è prendermi cura delle persone a cui tengo, o che semplicemente incontro nel mio cammino.

E tutto questo ci tengo a farlo attraverso la scelta di ingredienti genuini, e cucinati in modo sano e il più naturale possibile. Anche la presentazione della pietanza è importante, ma credo che non si dovrebbe esagerare nella trasformazione della frutta e della verdura; la natura li ha fatti così belli che non hanno bisogno d’altro.

Mi piace aggiungere fiori e foglie nelle pietanze che preparo. Un apparecchiatura ricercata, o l’attenzione nel dettaglio anche nel servire anche una semplice fetta di pane e pomodoro, sono il mio modo di dire all’altro: “Mi fa piacere che tu sia qui…”

 

Ma essere pagata per cucinare era davvero un altra storia; mi sembrava così inverosimile. E allo stesso tempo mi sentivo una “Ladra”. In fondo mi ero ritrovata dal niente a fare un lavoro che normalmente si raggiunge con una bella gavetta. E a chi mi domandava quale fosse la mia professione rispondevo esitando: “ Lavoro in cucina. Preparo da mangiare”

“Quindi sei una cuoca” E io: “Non lo so, cucino per le persone…”

E allora ho capito che avevo bisogno di trovare più fiducia in me stessa e in quello che stavo facendo.

Ho frequentato un corso professionale di cucina della Federazione Italiana Cuochi, e tra un po’ ne incomincerò un altro di perfezionamento. E poi sto studiando. Studio tanto. Voglio imparare tutto quello che c’è da sapere su questo lavoro.

Un po’ di buona volontà, un po’ di creatività, un pizzico di fiducia in me stessa e magari anche questa ricetta prenderà un buon sapore.

Qualcuno dice che non sembrerò mai una cuoca perché sono troppo magra e mi manca un bel " davanzale da cuoca"; altri dicono che mi manca la malizia di nascondere i miei segreti in cucina. Questo non lo farò mai. Anzi, un altro piccolo sogno nel cassetto sarebbe un giorno quello di insegnare ad altri quello che sto imparando io. Insegnare a tutti a prendersi cura delle persone con gesti semplici, regalando un piccolo spazio di riposo in questo mondo ormai così frenetico. Vedremo.

Intanto ora a chi mi chiede cosa faccio nella vita rispondo: “Sono una cuoca”. Lo dico ancora a voce troppo bassa, ma non credo servano poi tante parole per le cose che escono dal cuore.

Il mio Progetto ora è quello di diventare una cuoca a domicilio. L’idea di fossilizzarmi in una cucina di un ristorante mi va troppo stretta. Ho voglia di esprimere la mia creatività in luoghi sempre diversi, spostarmi, viaggiare e portare le mie pietanze e le mie idee ovunque. In questa vita spesso grigia e impersonale, mi piace l’idea di poter riuscire a “colorare” ed “insaporire” la vita delle persone, anche se per un solo giorno…

 

Grazie a tutti per l’attenzione. Aspetto i vostri suggerimenti per migliorare il mio lavoro, e resto a vostra disposizione per condividere i miei trucchi e le mie ricette. E se tante volte doveste avere qualche problema nella realizzazione...

Telocucinoio!!!


A presto, Rosa

 

Pranzo a Casciana Terme
Pranzo a Casciana Terme

Gennaio 2014

 

Era il 2009...

...ho continuato a studiare da sola ed attraverso corsi di specializzazione, Masters della Slow Food, e poi a Bologna per i corsi Vegan e di cucina naturale.

Tutto questo e la mia attitudine naturale ad un alimentazione sana ed equilibrata, mi ha portata ad essere la testimonial per la presentazione di menù anticellulite al Festival della salute e soprattutto, per mia grande soddisfazione, mi ha dato la possibilità di collaborare con il Progetto ''Cibo e salute'' del Professor Trivella dell'Oncologia di Pisa, per la prevenzione dei tumori attraverso il cibo.

E oggi che posso dire? Ho realizzato tutto quello che volevo alla fine, e anche qualcosa in più, visto che ho comprato anche un bel furgone frigo e tutto quello che mi serve per allestire dalla romantica cena per due alla grande cerimonia. Certo, non è facile portare tutto avanti visti i tempi un pò bui, ma la fiducia che le persone mi dimostrano ogni giorno non mi dà modo di arrendermi.

 

Avevo scritto:

''In questa vita spesso grigia e impersonale, mi piace l’idea di poter riuscire a “colorare” ed “insaporire” la vita delle persone, anche se per un solo giorno…''

 

Questa è stata la mia conquista più grande. Essere chiamata ''La cuoca dei colori'', ''La fatina del cibo'', ''L'angelo della cucina'', per me vale più di qualunque altro apprezzamento, perchè mi fa capire che sono riuscita a dare agli altri quello che volevo, sono riuscita ad esprimere attraverso la mia cucina e i miei allestimenti, quella che sono e tutto l'amore e la cura che ho per gli altri.

 

I miei progetti ora sono andare avanti con gli studi su diete speciali, e poi cucina regionale e dal mondo, con particolare attenzione alla cucina Marocchina che adoro, così simile alla cucina della mia splendida Sicilia.


Cosa ''bolle in pentola'' per il 2014? Qualcosa di importante, ma per ora è un segreto...... (L'impasto è ancora in lievitazione) ...   

 

                                                 Grazie per l'attenzione, Rosa